Il Museo Carlo Verri è frutto dell’incontro di numerose “storie nella storia” del territorio di Biassono e non solo. La prima vicenda è quella di passione e costanza di Alberico Lopiccoli, napoletano, che insieme ai suoi studenti di scuola media, fondò nel 1973 il Gruppo di Ricerche Archeo-storiche del Lambro (GRAL). I loro scavi a cascina Sant’Andrea (una frazione di Biassono) riportarono alla luce più di 2000 monete e una villa di epoca romana, il nucleo originario del museo. A questi col tempo e la costanza si sono aggiunti alcuni ritrovamenti locali, più altri ricevuti in dono o acquistati, provenienti dalle più svariate culture e civiltà del Mediterraneo. Il GRAL attraverso i suoi membri, ha poi voluto raccontare la cultura popolare più recente. L’etnografia si è accostata all’archeologia, presentando le vite di contadini, falegnami e ciabattini brianzoli attraverso gli oggetti del loro lavoro, esposti sotto il porticato di Cà Nova. L’insaziabile fame per la ricerca ha permesso di dedicarsi anche all’evoluzione dei metodi comunicativi attraverso la storia della scrittura. Dal 1994 il Museo è intitolato a Carlo Verri, un personalità di spicco del Settecento milanese ed europeo. Politico e amante della cultura, scelse una villa in Biassono come sua residenza di campagna (l’attuale palazzo comunale), dedicandosi alla cura del paese e agli studi di nuove tecniche agrarie, pubblicando importanti opere stampate. L’intreccio di queste storie di vita, di lavoro e di operosità ancora oggi in fermento, rendono il Museo un vero baluardo della cultura brianzola.

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