Un piccolo borgo, quello di Golasecca, che ha dato il nome ad una delle civiltà della prima età del ferro che si estese tra la Lombardia Occidentale, il Piemonte orientale e il Canton Ticino. Ancora una volta è l’acqua l’elemento attorno a cui si fa la storia. Golasecca, nonostante il lago Maggiore termini formalmente a Sesto Calende, è spartiacque tra il fiume Ticino e il lago stesso grazie alla diga Miorina e fu crocevia di traffici, eserciti e civiltà. La natura è la vera meraviglia per chi arriva alla ricerca di sorprese. In luogo panoramico, sovrastante il centro storico, ci sono i resti della chiesa di San Michele, di origine romanica, che purtroppo oggi è poco più di un rudere; ma è immersa nel mistero. Dalla sommità si può osservare l’intera valle del fiume Ticino. Un polmone verde che attraverso il tracciato di antiche strade consente di giungere fino alla riva del fiume. In particolare proprio dal centro del paese è possibile percorrere il tracciato della Strava longa, o via delle Lavandaie, recentemente recuperata per recuperare la memoria della vita di un tempo. Una curiosa lapide nella piazza centrale del paese recita: “Di qui la mitica via degli argonauti connettendo la Padania occidentale ai paesi d’Oltr’alpe dette vita alla civiltà di Golasecca in cui si fondono gli impulsi dei liguri dei protoveneti e degli etruschi”.

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