Dal 1932 ad oggi uno stormo di S55, idrovolanti da guerra, sorvola ogni giorno il centro di Sesto Calende. La flotta di bombardieri, vanto dell’aeronautica italiana dei primi del Novecento, è stata scolpita sulle pareti della campana maggiore quella dedicata agli “eroi dell’aria” e posta sul campanile della Chiesa di San Bernardino. Il passato di questi velivoli si intreccia con la storia, e non solo con quella economica, della cittadina sulle rive del Ticino. Un borgo immerso nel Parco della Valle del Ticino, oggi più che mai a vocazione turistica, gioiello di bellezze naturali. Le vie del centro ed il lungofiume sono pittoreschi ed accoglienti, vale davvero la pena fermarsi per godere di un po’ di pace in questi luoghi. Le ultime rive e canneti del lago Maggiore si incontrano con le correnti del fiume Ticino e dei suoi corsi d’acqua trasformati in rogge per alimentare addirittura un antico quartiere fatto di mulini (fino a 18 macine in attività). Fino al 1882 infatti Sesto Calende manteneva un ruolo di collegamento per il commercio dei grani fra il fiume e il lago; porto d’arrivo delle granaglie era la svizzera Magadino da dove poi le merci proseguivano su carri, attraversando i passi del Gottardo, Lucomagno e San Bernardino. Oggi, tutti i mercoledì, nel centro di Sesto si tiene il tradizionale mercato, lo stesso giorno di secoli di storia passati.

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