Il lago di Comabbio rimase a lungo un unico lago unito a quello di Varese. Poi l’abbassamento delle acque formò questo bacino esteso per circa 16 chilometri quadrati e con una profondità non superiore agli 8 metri. Tali caratteristiche ne fanno una oasi naturalistica di notevole interesse. Tra le piante che ornano le sue rive vi sono vere e proprie rarità: la fascia di vegetazione galleggiante produce frutti noti come “castagne d’acqua”, in dialetto “lagànn” (frutto del lago), che una volta venivano mangiate crude, togliendone la buccia. Queste piante si trovano sott’acqua, solitamente ad una profondità di 1-2 metri. Nel corso dei secoli passati, le castagne d’acqua furono usate come amuleti e venivano seccate ed assemblate come collane o rosari. Una bella pista ciclabile porta fino al versante della frazione di Corgeno. La baia di Corgeno, è una area verde in cui nidificano molte specie di uccelli acquatici e di anatre. Questo specchio d’acqua è molto pescoso, popolato soprattutto da lucci, lucci perca, scardole, carpe e tinche. La pesca è ancora praticata da pochi pescatori, ma in passato fu una grande fonte di sostentamento per le popolazioni locali. Lungo il ‘Percorso Acqua’ che costeggia le rive del lago, inoltrandosi nei canneti si arriva ad una spiaggia attrezzata ed un centro di canottaggio tra i più importanti della zona.

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