Un paese visto dal lago crea una prospettiva completamente diversa nel viaggiatore. Tutto ciò che sembra normale della vita di ogni giorno, il chiacchiericcio delle persone, il traffico, i doveri stessi…ad un tratto tutto sembra distante e distaccato, nel silenzio del lago dove il solo canto è quello del vento. Anche Luino vista dal lago, la Luino degli scrittori, sembra diventare un quadro dipinto da un ipotetico pittore al centro del lago. Spicca la bellezza del Palazzo Verbania, maestoso ed austero che si protende con il suo grande terrazzo quasi a voler raggiungere l’acqua, sorridono le case del borgo, ammiccano gli eleganti palazzi del centro. E anche le ville più amene, quelle normalmente inaccessibili ai più e nascoste alla vista dalle chiome degli alberi se si transita sulla riva, appaiono in tutto il loro splendore specchiandosi nelle acque del Verbano, in una silenziosa competizione di bellezza. A bordo della barca di un pescatore poi, uno degli ultimi pescatori del Lago Maggiore, le onde sembrano amiche, confidenti, alleate da una vita, compagne di viaggio nella solitudine delle notti di lavoro. La pesca su questo lago è ormai un mestiere rarissimo, che viene portato avanti da poche decine di uomini che ogni giorno escono in barca per cercare di portare a casa un ricco bottino di pesci di ogni tipo: agoni, lucci, carpe, lucciperca, bottatrici, pesci gatto. E la Madonnina del Porto Vecchio di Luino rimane lì con le sue braccia spalancate, ad attendere il loro ritorno.

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