“Improvvisa ci coglie la sera. Più non sai dove il lago finisca; un murmure soltanto sfiora la nostra vita sotto una pensile terrazza”. Pare davvero di rivivere il silenzio e la sera a Luino, da questi pochi versi di Vittorio Sereni. Un paese che ha dato molto e ricevuto altrettanto dai poeti e scrittori che qui hanno vissuto o semplicemente soggiornato. Vittorio Sereni è uno di questi personaggi, nativo di Luino e legatissimo a questa terra di lago, anche quando dovrà trasferirsi altrove con la famiglia. Le atmosfere del lago tornano ancora più spesso nei racconti di Piero Chiara, che narra piccole grandi storie di paese con la leggerezza e la semplicità tipica della gente di paese. Troviamo così il mercato, la stazione, il caffè, il porto vecchio, luoghi della Luino novecentesca che ancora rimangono intatti nella vita odierna. Storie di luoghi, ma anche di persone, che Chiara sapeva dipingere nei loro aspetti umani con un’introspezione psicologica ironica e quasi disarmante. Storie vere o verosimili, che gli scrittori luinesi sapevano narrare con quella freschezza che pare normale respirare nelle vie di questo paese solare e spregiudicato come le persone che lo vivono. Pare quasi di vederlo, Piero Chiara, seduto davanti al Porto Vecchio, al solito tavolino del Caffè Clerici, guardare uomini e (soprattutto) donne passare davanti a lui con il loro carico di storie da raccontare, che lui sapeva così abilmente rubare per farle proprie.

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