Un borgo “bipolare”, forse questo l’aggettivo più appropriato per Luino, un paese che pare essere combattuto tra la sua anima genuina, dove l’identità ed il rapporto umano sono ancora forti, e quella turistica, di cittadina aperta al mondo e alle diverse culture dei visitatori. Il mercato in primis è il luogo dove questa dualità emerge in maniera forte: fin dal medioevo è questo un luogo fondamentale di incontri e di scambi di merci e di culture. Non dimentichiamo infatti che Luino è luogo di confine e di passaggio per eccellenza, tra Italia e Svizzera, tra lago e monti, tra Lombardia e Piemonte. Capita spesso di vedere turisti stranieri sedere davanti alle osterie accanto ai luinesi, che magari giocano a carte e parlano di calcio o di politica. E’ questa la vita a Luino. E sono queste le osterie dove sono nati importanti personaggi del mondo dello spettacolo, soprattutto comici: Massimo Boldi, Enzo Iacchetti, Francesco Pellicini e Francesco Salvi, solo per citarne alcuni. La concentrazione di così tanta comicità in un solo paese pare strana, ma assolutamente motivata proprio dalla vita di piazza, contaminata dal cosmopolitismo dei luinesi. Il bipolarismo esiste anche tra la “Luino vecchia” ed il lungolago: le viuzze del centro appaiono immobili nella loro ospitalità così intima e semplice; il moderno lungolago mostra una grande vivibilità, con spazi che invitano ora a passeggiare, ora a fermarsi in angoli che sembrano opere d’arte dedicate all’accoglienza.

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