Cosa può raccontare Laveno ai propri visitatori? La risposta è: molte cose diverse ed interessanti, per tutti i gusti. Innanzitutto il lungolago è un luogo di relax, di incontri e di assoluta poesia. Fermarsi sul lungolago di Laveno anche solo per un gelato ed un giro nelle viuzze del centro storico è un’esperienza da non perdere; qui la gente è solare ed accogliente, si respira ancora la vita dei paesi di una volta. Ovviamente non è tutto qui. Poco fuori rispetto al centro, raggiungibile in una mezz’ora circa di cammino non troppo impegnativo, c’è una testimonianza storica importante ma sconosciuta ai più. Si tratta del castello austriaco, un avamposto militare risalente alla metà dell’Ottocento, ma con fondazione più antica, di probabile origine medievale. Il forte, in posizione dominante rispetto al borgo, aveva funzione di controllo del golfo di Laveno durante gli scontri tra Austriaci e Garibaldini. Questi ultimi vennero sconfitti e respinti proprio a Laveno nel 1859 nel tentativo di avanzare sul Lago Maggiore. Storia e natura, perché da questo luogo verde e silenzioso è possibile godere di un panorama splendido sul lago dopo aver camminato lungo un sentiero fresco e rilassante. Altra chicca è custodita nella “chiesa nuova” di Laveno, che viene soprannominata “il Ghisallo dei calciatori”; così come il Ghisallo di Magreglio è il santuario dei ciclisti, nella chiesa di S.Ambrogio a Laveno si trova una tavola dedicata alla “Madonna dei calciatori”, dipinta negli anni ’50 dopo la tragedia di Superga. Ma Laveno è anche la città della ceramica. Il viaggio è appena cominciato…

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