Può una sola canzone creare una leggenda? Nel caso dei pompieri di Viggiù la risposta è affermativa. Il primo corpo di volontari nasce nel 1838. Sino ad allora per dare l’allarme si usavano le campane a martello, e coloro che volevano, intervenivano in aiuto. In realtà nel Corpo dei Pompieri si verificarono molte controversie dovute al cambio dei presidenti ma non si giunse mai al suo scioglimento, perché i volontari erano reperibili al 90% in quanto la maggior parte di essi era dedita alla lavorazione di pietre e marmi presso i laboratori del paese. Nel 1939, secondo una disposizione governativa, i pompieri di Viggiù furono incorporati all’Ottantottesimo Corpo dei Vigili del Fuoco di Varese e si lasciò a Viggiù un distaccamento che non era più di tipo volontario. Il distaccamento di Viggiù fu sciolto nel 1962 e l’Ottantottesimo Vigili del Fuoco di Varese ne incamerò tutto il materiale e le attrezzature. Una fine a dire il vero poco gloriosa. Eppure durante la Seconda Guerra Mondiale, si trovava sfollato a Viggiù, il maestro Fragna che, avendo sentito parlare dei Pompieri di Viggiù compose e musicò la famosa canzone, poi ripresa dall’omonimo film con Totò. Per i viggiutesi, che amavano tanto i volontari, e per i volontari stessi, fu un grosso dispiacere sentirsi messi alla berlina, ma fu giocoforza arrendersi all’evidenza ed al successo che ottenne la canzone. E, dopo tanti anni, si può affermare che anche questo gioioso motivetto ha contribuito alla divulgazione del nome di Viggiù in tutta Europa.

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