Molti sono stati i picasass emigrati nel mondo che tornati a casa hanno generato una contaminazione artistica incredibile perché dediti al lavoro di bottega secondo regole codificate da secoli e tramandate con grande rigore. Così Viggiù ha dato i natali a tantissimi artisti: architetti, scultori e pittori, tanto che qualcuno lo ha definito “il paese col più alto ‘tasso artistico’ d’Italia”. Non a caso esiste un polo museale che ne testimonia il fenomeno. Il museo è stato istituito nel 1927, grazie alla donazione dello scultore viggiutese Enrico Butti e ha incrementato il proprio patrimonio nel corso degli anni. Negli anni tra il 1950 ed il 1960 era stata acquisita la raccolta delle opere relative della Scultura viggiutese dell’Ottocento, collocate, dal 2008, nell’ex orangerie di Villa Borromeo. Nel 1960 ha acquisito la donazione dello scultore Giacomo Buzzi Reschini costituente la parte principale della raccolta dedicata agli Artisti Viggiutesi del Novecento; cui nel 1988 si è aggiunta la donazione dello scultore Nando Conti. Nel 1995 è stata aggiunta la sezione dedicata all’attività degli scalpellini, Museo dei Picasass, collocata, dal 2005, nella ex scuderia di Villa Borromeo; di fronte a questi due ultimi luoghi, custodi di grande tradizione artistica, sorge un vero e proprio museo all’aperto, il cimitero vecchio, iniziato nel 1818, e non utilizzato dal 1910.Questo luogo racchiude in sé l’arte funeraria dell’Ottocento lombardo, che porta la firma dei più grandi artisti viggiutesi. Lo stato di apparente abbandono gli attribuisce un fascino di grande mistero. Info: www.museiciviciviggiutesi.com

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