Salendo dalle ampie balze terrazzate della collina di Santa Trinità si arriva alla “casina rosa”: la casa di Guido Morselli. Il parco in cui si trova è dedicato proprio allo scrittore e benefattore nato a Bologna nel 1912 da una famiglia benestante. All’età di dodici anni perse la madre e questa disgrazia famigliare influì sul carattere dell’adolescente Guido. Il padre nel 1938 acquistò il podere sopra la Santa Trinità di Gavirate mentre scoppiava la Seconda guerra mondiale, a cui Guido partecipò per tre anni dal 1940 al 1943, tuttavia dopo il conflitto lo scrittore desiderava vivere a Gavirate; così il padre gli costruì la “casa rosa” dove poteva divertirsi a cavalcare, a leggere e soprattutto a scrivere e correggere le sue opere. Traslocò da Gavirate nel dicembre del 1972 per tornare a Varese dove morirà “di sua mano” nella notte fra il 31 luglio ed il 1° agosto del 1973.Con il testamento Morselli destinò la casetta ed il terreno al Comune di Gavirate perché vi istituisse una scuola per bambini, asilo d’infanzia o colonia estiva. Il Comune di Gavirate accettò l’eredità, pulì il podere, denominato Parco Morselli, sistemò strade e sentieri, impegnandosi affinché il parco diventasse sempre più funzionale per colonie estive e lo svago all’aperto dei cittadini, senza dimenticare l’importanza che il donatore voleva dare alla flora e l’ecologia del parco.

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