Nel cinquecento le monache del monastero di Santa Maria Assunta di Cairate iniziarono una campagna di lavori per adattare il cenobio al gusto dell’epoca; furono costruiti nuovi ambienti ed intere stanze furono abbattute per far posto al nuovo. Fu così che abbattendo un muro le monache scoprirono un misterioso sarcofago: l’arca monumentale lasciava presagire le spoglie di un personaggio importante e infatti all’interno fu rinvenuto un corpo di donna vestito di una tunica dorata e adornato di preziosi monili; senza alcun dubbio si trattava della mitica fondatrice del monastero, la regina Manigunda. Non esistono fonti storiche che ci parlino della regina, ma di un’altra grande badessa, Antonia Castiglioni, sappiamo che nel XVI secolo commissionò ad Aurelio Luini (figlio del celebre Bernardino) le decorazioni per la chiesa annessa al monastero. La badessa Castiglioni fece realizzare anche una stanza della musica all’interno del monastero, decorata con putti, strumenti musicali e animali esotici; molti soggetti profani che sottolineano il livello culturale della committente e delle monache che qui risiedevano. L’arrivo di Napoleone portò alla soppressione del convento e i privati che acquistarono il complesso rovinarono parzialmente diverse strutture. Oggi il monastero, in passato cuore di Cairate, è stato completamente restaurato e restituito alla popolazione e, oltre a mostrarsi in tutto il suo splendore, accoglie gli uffici comunali, la biblioteca ed un importante museo del territorio.

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