Su uno dei dossi collinari di Castelseprio spicca la piccola gemma di Santa Maria Foris Portas. Le dimensioni ridotte e la povertà dei materiali con cui è edificata farebbero erroneamente presupporre che la chiesa poco abbia da offrire a chi la visita. Ma spesso accade che sia proprio lo scrigno meno sfarzoso a contenere ciò che ha più valore. L’incredibile ciclo di affreschi che orna le pareti interne venne alla luce solo nel 1944, quando fu scoperta una stratificazione sottostante a quella superficiale. L’unicità di questo capolavoro ha più di una motivazione. La tecnica raffinatissima, fatta di pennellate trasparenti e la narrazione fluida delle scene celano una prospettiva di derivazione classica, che pone i personaggi in un ambiente tridimensionale. Le pose e le espressioni dei protagonisti colpiscono per il realismo. Il fascino di questa opera non si limita però alla qualità della pittura. Gli episodi rappresentati riguardano l’infanzia di Gesù così come descritta nei Vangeli Apocrifi (con episodi molto rari in Occidente come La prova delle acque amare) ed hanno uno stile orientaleggiante. Questo ci dà forse qualche indizio sull’origine del Maestro di Castelseprio, l’epiteto con cui viene comunemente chiamato il misterioso autore, del quale non si conoscono il nome, l’origine e il periodo in cui operò. Un enigma forse irrisolvibile che conferisce ancor più valore all’eredità lasciata su queste antiche mura.

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