Un tempo si chiamava Vico Seprio, da cui, in dialetto, Visevar. L’attuale borgo di Castelseprio, che sorge a fianco dell’omonimo sito longobardo, comincia a essere chiamato Castel Seprio nell’Ottocento, sotto il Regno Lombardo Veneto, quando il comune era in provincia di Como, come testimoniato dalla lapide sulla facciata della casa Martignoni, di fronte alla chiesa dei SS. Nazaro e Celso «Castel Seprio – Prov Como». Quando poi nel 1947 divenne comune autonomo, prese piede il toponimo attuale, Castelseprio, anche se c’è chi vorrebbe tornare alla forma originaria. La vicinanza con il borgo fortificato è un’eredità pesante da portare. Ma la gente del posto sembra non preoccuparsene, preferendo mantenere salde le tradizioni della vita di paese. Come l’abitudine di radunarsi presso il pozzo e approfittare del punto di ristoro, antenato dell’attuale trattoria Il pozzo. Secondo il racconto degli anziani è stato il primo locale pubblico nato a Castelseprio, che con fierezza conserva il suo circolo, dove si gioca a carte e si organizzavano serate danzanti. Lungo via San Giuseppe ogni seconda domenica del mese si svolge il tradizionale mercatino dell’usato, appuntamento ormai riconosciuto in tutta la provincia. Visto dall’alto Castelseprio è un’oasi di verde, percorsa dalla pista ciclopedonale che unisce la vallata.

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