In ginocchio ai piedi della Vergine: così si fa ritrarre l’ideatore e committente del complesso monumentale più importante di Castiglione Olona, il cardinale Branda Castiglioni. La sua effigie sulla lunetta della Collegiata, costruita sul colle più alto del borgo, sulle antiche rovine del castello, ci accompagna nella visita. Costruita in soli tre anni, dal 1422 al 1425, dai fratelli Alberto, Giovanni e Pietro Solari, protagonisti del rinnovamento architettonico anche di Milano e Pavia, fu affrescata da tre pittori toscani, Masolino da Panicale, Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta e Paolo Schiavo. Una scelta insolita segno dell’apertura e dell’aggiornamento culturale del cardinale. Colpisce anche il lampadario bronzeo a otto bracci del XIV secolo, di fattura fiamminga (ricorda infatti quello del celebre Ritratto dei coniugi Arnolfini dell’artista di Bruges Jan van Eyck), con le vicende di san Giorgio, il drago e la principessa, simbolo della vittoria del bene sul male. Dipinto in ogni suo centimetro quadrato il vicino Battistero, dove il pennello sapiente di Masolino ha raccontato, con toni delicati e ambientazioni da fiaba, il ciclo di storie del santo titolare, Giovanni Battista, innervando la storia sacra con ritratti e costumi contemporanei, allusione ad avvenimenti in cui Branda ebbe un ruolo di spicco. Gabriele D’Annunzio, passando da Castiglione, ricorda la visita al battistero come «una passeggiata in una fresca prateria toscana fiorita di fiori gialletti e rossetti...». Il complesso di Collegiata e Battistero costituisce il Museo della Collegiata, cui si aggiungono tre sale ricavate all’interno dell’antica Canonica, dove sono esposti gli oggetti preziosi del Tesoro della Collegiata, manoscritti, avori, dipinti, sculture, libri a stampa, oreficerie e tre grandi corali di canto ambrosiano, in parte miniati.

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