Sarà davvero Veszprèm il paesaggio affrescato nello studiolo del Cardinale Branda Castiglioni all’interno del palazzo di famiglia? Le alte montagne con castelli abbarbicati e una città che spicca in un prato verde acqua secondo la tradizione sarebbero state dipinte da Masolino da Panicale come memoria del viaggio compiuto in Ungheria dove i due strinsero una profonda amicizia. L’affresco non è l’unica decorazione del nobile palazzo, costruito nel XV secolo e rimodernato nel successivo, affacciato sulla piazza principale con un prospetto in finto bugnato addolcita da finestre in arenaria. Un raffinato testamento spirituale del Cardinal Branda è dipinto nella sua stanza privata: decorazioni tardo-gotiche in un giardino fiorito con alberi da frutta, fiori, erbe aromatiche e medicinali tra cui giocano e si arrampicano bambini in festa. Una sorta di giardino simbolico con motti latini, insegnamenti e massime, tratti da opere dei grandi scrittori classici, con lo scopo di esaltare le virtù dei membri della famiglia Castiglioni. Sulle pareti della loggia che conduce al piano superiore del palazzo, sopra una fascia decorativa rappresentante uccelli e fiori e un’originale natura morta trompe-l’œil, compare un ciclo di Uomini illustri (come nei grandi cicli profani diffusi in Toscana) fra i quali l’imperatore Sigismondo e il cardinale stesso. Nel palazzo di un cardinale non poteva mancare una cappella privata, per la cui decorazione fu chiamato il pittore senese Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, autore di un ciclo incentrato sulla Crocifissione di Cristo, a cui assistono anche il cardinale e la famiglia Castiglioni.

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