Gli appassionati naturalisti, quelli che girano con il binocolo aspettando ore ed ore di scorgere in lontananza il volo di qualche uccello raro, possono trovare nella Brianza cementificata una vera e propria oasi naturale che attira diverse specie volatili. Si tratta dell’area dei Cariggi, un lembo di terra che si estende per circa 5 kmq tra i comuni di Briosco, Renate e Veduggio. In origine i Cariggi erano un grande lago che progressivamente fu riempito dai depositi provenienti dai suoi versanti, per cui diventò una torbiera piena di giunchi, da cui deriva il suo nome, dal dialetto Carecc, giuncheto. Il paesaggio dei Cariggi è molto articolato e come tale costituisce l’ecosistema ideale per la sopravvivenza degli uccelli. I suoi ambienti d’acqua, i prati, le siepi e i campi incolti, che sono ormai una rarità perché sostituiti da agricoltura industriale o da immense aree residenziali, permettono a pennuti grandi e piccoli di trovare cibo, acqua e materiale per costruire i loro nidi. È per questo che nell’area dei Cariggi diversi uccelli nidificano e trovano ospitalità e ristoro durante le migrazioni. Negli anni sono stati avvistate cinque specie di aironi, alcuni rapaci, diversi esemplari passeriformi e germani reali. L’oasi non è un paradiso solo per esperti ornitologici e naturalisti ma anche per comuni viandanti che percorrendo i mille sentieri possono osservare, rilassarsi e mediare. Sullo sfondo la sacra montagna dei brianzoli, il Resegone.

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