A cavallo del fiume Lambro, nell’entroterra della provincia di Monza, troviamo un piccolo borgo il cui nome non lascia spazio all’immaginazione: Fornaci. Un sottosuolo ricco di argilla, facile da estrarre e da lavorare, è tutto ciò che è bastato allo sviluppo del borgo. Numerosi resti testimoniano quest’attività in epoca romana e già nel 1397 è documentata l’esistenza di una vera e propria fornace per la lavorazione dell’argilla. È solo però nell’Ottocento che il borgo inizia a prendere vita quando accanto alle fornaci vennero costruite le prime case per gli operai stagionali che sulle rive del Lambro esprimevano il loro talento e la loro arte. Con il passare del tempo e con l’aiuto della famiglia Consonni, originaria della Svizzera che portò nuove e moderne tecniche di lavorazione, la bravura e la fama degli artigiani brioschesi si estese, tanto che nel 1867, il villaggio dei mattoni (così viene anche chiamato il Borgo), diventò ufficialmente una frazione del Comune di Briosco. L’epoca d’oro delle fornaci continuò fino al secondo dopoguerra quando, l’arrivo della manifattura industriale sul territorio determinò la chiusura di molti forni artigiani. Ma non tutto è andato perduto! Una piccola fornace è riuscita a sopravvivere, si tratta della Fornace Artistica Riva che porta avanti con impegno e coraggio l’antica tradizione; le sue piastrelle in cotto lombardo sono ricercatissime per lavori di restauri di pavimenti come quello avvenuto in Villa Reale a Monza, a Palazzo Corsini a Firenze e a Palazzo Barberini a Roma. La lavorazione è quella artigianale, il forno quello tradizionale murato. Un’eccellenza chilometro zero.

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