Un corso d’acqua di circa 130 km che termina la sua corsa nel Po: ecco il Lambro, conosciuto dai lombardi anche come “Lamber”. Come diceva Petrarca “A piè del colle scorre il Lambro limpidissimo fiume […]” che ha influenzato il modo di vivere delle popolazioni che decidevano di stanziarsi lungo le sue rive. Ripercorrendo il suo corso si riesce ancora a vedere come gli abitanti cercassero in tutti i modi di sfruttare al meglio la forza del fiume: a Briosco vecchi mulini, torri per l’energia, un’ex cartiera ed un’ex filanda sono tutto ciò che resta di una rigogliosa attività industriale che ha preso vita sulle sponde del Lambro. Purtroppo oggi rimangono intatti e funzionanti pochissimi impianti: il Mulino Ronchi Peregallo, ad esempio, non solo testimonia il passato ma lotta per mantenere vive le tradizioni. Il mulino Ronchi Peregallo è l’ultimo superstite di un autentico complesso molitorio che, proprio perché custodisce intatti tutti gli ingranaggi idrici e gli attrezzi per la macinatura, oggi è l’unica macina capace di produrre farina dal gusto “autentico”. Ma archeologia industriale e Lambro sono talvolta un sinonimo pericoloso. Il fiume non ha assistito solo al passare del tempo, ma è stato più volte vittima di episodi di inquinamento che hanno rischiato di rompere il delicato ecosistema costruito nella zona proprio grazie a questo fiume. Oggi il Parco Valle del Lambro tutela questo ambiente unico che merita di essere rispettato e riscoperto.

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