«Siamo quello che mangiamo» diceva Feuerbach, filosofo fra i più attenti al legame intrinseco fra uomo e natura. Chissà se mai passò per Realdino. In questo piccolo borgo attraversato dal fiume Lambro, le ruote idrauliche spingono i mulini per cereali e i mugnai macinano il grano per produrre farina e pane da tempo immemore. La tradizione dei panificatori, infatti, ha origini antiche ed è inscindibile dallo scorrere costante delle acque del fiume, che qui hanno un flusso imponente. Affacciati sulle sponde si trovano ancora oggi mulini e macine, fabbriche silenziose costruite a partire dal ‘700 e per tutto il secolo successivo. In quegli anni l’energia idrica risultava essere la migliore risorsa utilizzabile: semplice, pulita e sicura. Il suo sfruttamento, come spesso accade, trasformò in breve tempo una piccola attività di sopravvivenza in una vera e propria arte. La specializzazione dei panificatori, in queste aree, fu sempre maggiore e con lo scorrere dei decenni l’abitudine si fece tradizione. La storia della famiglia Longoni, di Carate Brianza, esemplifica in modo chiaro come la semplice attività di artigiano possa essere portata a un livello superiore. Davide Longoni ha fatto suo questo amore per il pane. Armato di pazienza ed entusiasmo ha guadagnato un posto fra i massimi esperti del settore, collaborando con i migliori e organizzando corsi a vari livelli per diffondere una cultura quasi dimenticata. Alchimie fra passato e futuro che riportano alla luce luoghi, profumi e sapori inconfondibili.

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