Per sostituire l’antico tempio pagano eretto in onore del Dio Nettuno e lasciare un’impronta cristiana indelebile nel territorio brianzolo era necessario un complesso imponente. È con questo obiettivo che ad Agliate, primo importante punto di guado del fiume Lambro a nord di Monza, nella prima metà dell’XI secolo viene edificato un complesso religioso comprendente la basilica dei Santi Pietro e Paolo e il vicino battistero. La maestosa facciata a salienti in stile romanico, priva di ornamenti e semplice nelle linee, si erge sul sagrato come una gigantesca pietra, simbolo oggi come allora della nuova fede cattolica. Il pragmatismo romanico si legge con chiarezza nel reimpiego di materiali da costruzioni più antiche, dalle epigrafi alle colonne, tutte diverse tra loro; consuetudine del reimpiego che si ritrova anche nell’utilizzo di una pietra miliare romana come fusto della seconda colonna a sinistra e nel reimpiego di capitelli romani, tra cui uno curioso con un tridente e un delfino. La datazione è difficile da stabilire, ma può essere ricondotta al XII secolo circa. Il resto del complesso è più recente, come il battistero dalla tipica pianta ottagonale. Le sue pareti erano ornate da affreschi antichi, purtroppo “vandalizzati” da pittori di piccolo calibro che senza troppi scrupoli hanno ricoperto gli originali dipinti, ora quasi impossibili da riconoscere. Nonostante danneggiamenti come questo, il complesso non perde la sua identità. La mancanza di orpelli e particolari decorativi ne delinea l’autenticità e lo spirito con cui giace silenziosa da oltre mille anni.

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