Quella del Lambro e delle sue terre è una storia di tradizioni e di ferite. Conosciuto e descritto fin da tempi antichissimi, la sua caratteristica principale stava nella trasparenza delle acque, e da qui la possibile origine greca del suo nome che significa “lucente”. Uno sfruttamento sensibile e ragionato delle sue acque ha consentito uno sviluppo agricolo imponente. Fu l’industrializzazione briantea a segnare il triste declino di un fiume fino ad allora simbolo di purezza. Gli scarichi delle molte fabbriche nel monzese e nel milanese finirono col compromettere definitivamente l’ecosistema. La sciagurata gestione dei rifiuti non ha fortunatamente contaminato lo spirito di chi nei pressi del Lambro vive ormai da secoli. Una delle tradizioni più caratteristiche è l’arrivo de “La Befana sul Lambro”, ogni anno nel paesino di Agliate. Fantasiose scenografie, sempre diverse e stupefacenti, accompagnano l’approdo della befana, che scende da una zattera avvolta dalla partecipazione di teatranti che mettono in scena un vero spettacolo in favore dei visitatori. Il falò che viene acceso pone le basi per l’anno appena iniziato ed è di buon auspicio per tutti coloro che partecipano. È una forma di omaggio alla natura e alla semplicità. Il folclore nella sua forma più genuina e coinvolgente che mette in contatto in modo festoso la popolazione e l’ambiente in un evento suggestivo. E sempre nella frazione di Agliate si svolge ogni anno il 26 dicembre il presepe vivente, uno dei più grandi della Lombardia, che attrae migliaia di persone ad ogni edizione.

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