Lungo i verdeggianti pendii delle colline besanesi, nel cuore pulsante della Brianza, si erge, imponente e maestosa, la settecentesca Villa Filippini, una delle numerose e celebri ville di cui la cittadina di Besana, e tutta la Brianza in generale, è cosparsa. Attraversando una cancellata in ferro battuto, si accede al vasto cortile interno, dal quale si può ammirare la caratteristica forma a U, tipica di numerosi edifici del periodo. Ciò che invece non è possibile ammirare da subito, ma che il visitatore “scopre” quasi a sorpresa proseguendo nella visita, si trova sul retro della villa: il vastissimo e rigoglioso giardino. Completamente celato alla vista, si rivela in tutta la sua grandezza e bellezza, mostrando fiero i suoi secolari alberi di faggi, castagni, tigli e querce, oltre a tre sculture di Aligi Sassu. Un edificio di notevole importanza storica, tanto da essere uno dei luoghi in cui è si svolge il famoso romanzo di Eugenio Corti, Il cavallo rosso, ambientato durante la seconda guerra mondiale. Non manca ora che sedersi sull’erba del bellissimo giardino, tra gli alberi descritti da Corti, «tassi, lauri, abeti, agrifogli, magnolie, che crescevano serrati tra loro, in un’unica macchia color verde cupo a pennellate verticali», per apprezzare la vita e la storia di questa imponente villa.

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