Camminando tra i verdi prati e i fitti boschi che costeggiano il Lambro si possono notare numerosi resti di storia, industriale ma anche agricola, giunti fino a noi. In nessun altra parte d’Italia la gelsobachicoltura aveva registrato i brillanti risultati qui raggiunti e aveva inciso tanto profondamente nella vita dei suoi abitanti. I bigattieri di Brianza venivano ricercati in Europa per la loro perizia nell’allevamento dei bachi e a Rancate di Triuggio nel 1877 sorse il più importante centro per la selezione e lo studio dei bachi da seta, l’Istituto Bacologico Susani. Ma la crisi del settore colpì anche la Brianza e oggi solo qualche gelso testimonia questo fiorente passato. Rancate conserva però anche un gioiello d’arte: il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli. Teatro di un miracolo, all’inizio del XVI secolo, l’originaria cappellina venne ampliata e completata nel 1599. La chiesa originariamente non presentava decorazioni particolari; le opere maggiori vennero eseguite nel 1785 da Andrea Appiani, ospite a Rancate presso la villa di un amico. Si tratta di tre ovali nella navata centrale, che raccontano tre episodi biblici. La particolarità, abbastanza evidente ammirando le opere, è che il primo ovale fu realizzato dall’Appiani erroneamente rivolto verso la facciata anziché verso il presbiterio, essendo la prima volta che il pittore lavorava all’interno di una chiesa. Ormai completato, questo dipinto è stato lasciato così com’era, capovolto rispetto agli altri due del ciclo.

LA TUA TESTIMONIANZA »

Le vostre TEstimonianze
Al momento non ci sono Testimonianze.