Camminando tra i verdi prati di Tregasio, nella frazione di Triuggio, ci si imbatte in un elaborato cancello che protegge Villa Sacro Cuore. Un nome che in realtà risale al 1922, quando i gesuiti, acquistata la villa, la restaurarono per donarla alla diocesi come casa di spiritualità. L’edificio, immerso in un parco di alberi secolari, cedui e conifere, fu in realtà costruita come dimora di campagna e villa di delizie della nobile famiglia milanese Morigia e in seguito donata dai proprietari a una congregazione religiosa. La villa ospitò san Carlo Borromeo e il suo confessore, sant’Alessandro Sauli, ma i successivi passaggi di proprietà, le soppressioni napoleoniche e le conseguenti spogliazioni dei beni dell’edificio portarono a una lenta decadenza (nell’Ottocento fu utilizzata come allevamento di bachi da seta) fino al riscatto all’inizio del secolo scorso. Le bellezze di Tregasio non si esauriscono qui: un esempio di arte neoclassica attira immediatamente l’attenzione. Si tratta de “La Rotonda”, una chiesa progettata alla metà dell’Ottocento in posizione sopraelevata per volontà della contessa Federica d’Adda vedova dell’architetto neoclassico Luigi Cagnola e sposa in seconde nozze con Ambrogio Nava, autore del progetto. A pianta circolare, su modello del Pantheon è coperta da una cupola semisferica e preceduta da un pronao ispirato ai templi antichi con sei statue femminili al posto delle colonne, simbolo delle virtù cristiane.

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