Nel tempo dei tempi, si aggirava, per le strade di Monza, trascinando un grande carro carico di oggetti e ferri vecchi, la cianfrusaglie famigerata Mata Ciapina.Si sentiva arrivare da lontano per il forte sferragliamento che accompagnava il suo passo incerto dalla periferia sino nel cuore pulsante del Parco. La Mata Ciapina era, indubbiamente, una strega, una strega vera, spaventosa da vedere. Il suo volto era segnato da profondissime rughe che la rendevano orribile e terrificante. Non indossava veri e propri abiti, ma era sempre vestita di stracci che rendevano il suo già enorme corpo ancora più impressionante. Tra i vari poteri che aveva, conosceva anche molto bene la natura ed i suoi arcani. Insomma era anche un’insuperabile erborista capace di trasformare i più arcani segreti delle piante e dei fiori in potenti e portentose medicine. Proprio per queste sue doti, malgrado la Chiesa lo proibisse, pena la scomunica, i monzesi, di nascosto, sempre sotto i rami del bosco bello, il punto più lontano dagli occhi degli altri, la interpellavano, le chiedevano di preparare filtri e pozioni, unguenti ed ogni tipo di medicamento che servissero per curare i figli, i parenti, figli amici o, persino, gli animali.

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