Una vita sopra le righe. Una vita che lo spinse letteralmente a guardare tutti dall’alto in basso. Ma il titolo di cui si poteva far vanto il conte Paolo Andreani non lo costrinse certo a una monotona esistenza aristocratica. La residenza estiva di Moncucco, Villa Sormani, fu il parco giochi preferito dove il giovane conte diede sfogo al suo estro, che spaziava dalla letteratura alla scienza. Appena ventenne, folgorato dall’impresa dei fratelli Montgolfier, decise di emularne le gesta. La sua mongolfiera costruita dagli ingegneri Gerli, poi allontanati dal progetto dall’imperatore Giuseppe II che temeva un atroce fallimento, raggiunse i 1500 metri d’altezza, davanti a una folla che lo riconobbe come eroico pioniere del cielo, il 13 marzo del 1784. Non meno avveniristica fu l’impresa compiuta da suo fratello, il conte Gianmario Andreani che nel 1813 salvò dalla demolizione un’antica cappella luganese del Cinquecento di impianto bramantesco. Gianmario la acquistò, fece smontare gli archi, i sottarchi, i cassettoni, le colonne ornate da 48 pregevoli medaglioni scolpiti, li caricò su carri e li trasportò a Moncucco, seguendo le vie d’acqua: lago di Lugano, lago di Lecco, Adda, Naviglio della Martesana. Una volta giunte a destinazione, tutte le pietre scolpite ritrovarono collocazione all’interno della nuova costruzione che venne realizzata dall’architetto Giocondo Albertolli, in forma di tempietto neoclassico, proprio accanto a Villa Sormani.

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