L’edificio dell’Arengario si trova vicinissimo al Duomo di Monza, a soli cento cinquanta metri di distanza; il Duomo e le chiese in generale erano in epoca medievale i principali luoghi d’incontro della comunità, non deve sorprendere quindi che il mercato fosse allestito in prossimità dei luoghi di culto più importanti. L’Arengario fungeva da sede del mercato cittadino, a ridosso e sotto le arcate dell’edificio venivano sistemate la bancarelle mentre a fianco ad esso sorgeva il palazzo del podestà, sede dell’amministrazione pubblica del comune. Durante i giorni di mercato il podestà era obbligato, diremo noi oggi, a tenere gli sportelli aperti al pubblico: qualsiasi cittadino poteva chiedere udienza presso di lui e sottoporre al suo giudizio la propria causa. Nel suo incarico di giudice il podestà doveva spesso smascherare truffatori e imbroglioni che usavano metri e pesi truccati per vendere i loro prodotti, per questo al piano superiore dell’Arengario venivano conservate le unità di misura ufficiali del comune. L’edificio fu costruito nel 1250 sul modello del broletto nuovo di Milano, in un epoca in cui il comune milanese era dilaniato dalle lotte di potere intestine tra la famiglia dei Torriani e quella dei Visconti, ma che nonostante questo esercitava una forte influenza su Monza. L’Arengario prende il suo nome dall’arengo, il luogo dell’assemblea dei cittadini che poneva le sue radici nel hring, la riunione degli uomini in armi della tradizione germanica; quì si tenevano i processi e si votavano le leggi del comune.

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