Capita a tutti, almeno una volta nella vita, di rimanere improvvisamente folgorati dalla bellezza di un paesaggio. È una sensazione che attraversa anima e mente, creando un legame di familiarità e armonia tanto intimo che risulta spesso impossibile da spiegare. Leonardo da Vinci trascorse diversi anni a Milano, a cavallo fra la fine del ‘400 e i primi del ‘500. Durante la sua permanenza venne ospitato dal nobile Girolamo Melzi a Vaprio d’Adda e fu proprio in questo periodo che nacque l’amore fra il genio fiorentino e il fiume che si snoda dai monti alla Pianura Padana. Alle spalle della Vergine delle rocce, dipinta in uno dei suoi celebri quadri, compaiono i Tre Corni, imponenti pietre verticali che emergono come giganteschi scogli dalle acque. Ed è possibile che anche lo sfondo della Monna Lisa sia rievocazione di queste vedute, selvagge e rigogliose. Ma l’impegno di Leonardo non si limitò solo alla pittura. Condusse studi approfonditi sulle caratteristiche dell’Adda, progettò le “conche vinciane”, a miglioramento delle chiuse idriche. Le vaste zone boschive, che abbracciano il letto del fiume, nascondono inoltre grandi capolavori di archeologia industriale, in un equilibrato connubio fra natura e innovazioni tecnologiche. Questi paesaggi incantevoli ricchi di bellezza e di storia sono oggi completamente fruibili grazie ad una pista ciclopedonale che costeggia il corso del fiume.

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