Nell’immaginario collettivo la Lombardia è la regione delle grandi industrie e del cemento. In realtà non c’è solo questo. A soli 30 chilometri da Milano c’è un piccolo comune, Mezzago, che vanta la produzione di un prodotto agricolo unico nel suo genere: l’asparago rosa. Proprio così, né verde, né bianco, né violetto ma rosa. Secondo la leggenda, fu un certo Giovanni Brambilla, mezzaghese emigrato in America ai primi del Novecento, a introdurne la coltivazione. Di ritorno dagli Stati Uniti portò con sé le radici di questo strano germoglio che attecchì con facilità nel terreno argilloso e ricco di minerali della zona. La coltivazione si estese e per tutti gli anni Trenta l’asparago rosa spopolò sui banchi dei mercati milanesi. Poi qualche decennio più tardi il boom economico e l’abbandono delle campagne segnarono il declino di questa variopinta coltura. Ma nulla è perduto. Il colore e il sapore dell’asparago di Mezzago sono rimasti nei cuori e nei palati di diversi agricoltori locali che nel 2000 si sono messi all’opera per recuperarne la coltivazione. Grazie a loro, in primavera l’asparago rosa è tornato a colorare i banchi ortofrutticoli di Monza e Milano e a insaporire con il suo gusto unico risotti, frittate, tortini, zuppe e vellutate. Ormai diventato simbolo del Comune di Mezzago e orgoglio degli agricoltori locali, l’asparago rosa è il protagonista assoluto dell’omonima sagra che ogni anno nel mese di maggio popola le vie del paese.

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