Palazzo Archinti a Mezzago prende il nome dalla famiglia nobiliare milanese che l’acquistò sul finire del XVIII secolo. L’origine della struttura è da attribuire agli Umiliati, un ordine religioso nato in Lombardia nel XII secolo e che si insediò a Mezzago nella seconda metà del Duecento. L’ordine, nato come movimento laico di protesta verso l’ostentata ricchezza del clero e inizialmente condannato come eretico, venne approvato da papa Innocenzo III. Palazzo Archinti ospitava una domus umiliata, termine con cui si indicavano le sedi dell’ordine; centri di lavorazione, soprattutto di panni lana, che permisero agli umiliati di ottenere in breve un grande potere economico grazie alla qualità dei loro prodotti e la diffusa presenza sul territorio. L’ordine venne sciolto nel 1571 da papa Pio V dopo che Gerolamo Donato, detto il Farina, attentò alla vita di san Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano; la proprietà del palazzo Archinti passò quindi ai Gesuiti ma quando anche quest’ordine venne soppresso dal pontefice nel 1773 le loro sostanze furono direttamente incamerate dalla corona austriaca per poi giungere finalmente alla famiglia eponima degli Archinti che acquistò il complesso nel 1779. Nell’Ottocento la struttura venne adibita a casa colonica e solo nel 1966 venne recuperata dalla Cooperativa di Mezzago e viene oggi utilizzata come sede per eventi e sagre locali.

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