Villa Antona Traversi nasce letteralmente dalle ceneri del monastero di San Vittore. La trasformazione è ad opera del famoso architetto Leopoldo Pollack nei primissimi anni del secolo XIX. Il millenario monastero di San Vittore fu soppresso da un decreto della Repubblica Cisalpina, le monache furono espulse e i beni, compreso l’immobile, venduti all’asta. Il Pollack volle cancellare ogni traccia dell’antico cenobio e costruire al suo posto un imponente edificio neoclassico, realizzando una villa patrizia che ammiriamo tuttora nella grandiosità dei suoi spazi. A salvarsi è stata soltanto la Chiesa di San Vittore, interna alla villa, gioiello rinascimentale del 1520 affrescato da Bernardino Luini. Pesanti rimaneggiamenti hanno interessato il Chiostro, oggi un elegante cortile neoclassico, L’imponente facciata è di quasi 70 metri di lunghezza. Sette sale lungo tutta la facciata creano un asse longitudinale di grande effetto, affacciate sul semicerchio del giardino esterno detto “la rotonda” aperto a balconata sulla pianura. Possiamo ancora oggi ammirare la biblioteca, l’archivio (che conserva la volta cinquecentesca dipinta dal Fiamminghino), la sala degli specchi, la sala delle maschere, l’ottagono e due sale dipinte dal Ranieri. La villa è composta in tutto da 155 vani, è diventato un centro culturale e usata come teatro di eventi e cerimonie. É visitabile alcune domeniche l’anno.

LA TUA TESTIMONIANZA »

Le vostre TEstimonianze
Al momento non ci sono Testimonianze.