La “Città del mobile”: così è conosciuta Cantù in Italia e nel mondo. Una cittadina moderna, che ha subìto il ritmo dell’urbanizzazione del territorio brianzolo senza però dimenticare completamente le proprie origini. Canturium, la “città dalle cento torri”, conserva ancora alcune importanti testimonianze del passato, in primis la Basilica di Galliano ed il suo Battistero, che ormai da un millennio guardano e proteggono il borgo dal colle panoramico su cui sono adagiati, come sospesi nel tempo. La stessa basilica di S.Paolo, che domina la città con il caratteristico campanile, risale all’XI secolo, di poco anteriore rispetto alle chiese di S.Antonio e S.Teodoro, a testimonianza dell’importanza del borgo nel corso dei secoli. Non solo chiese: esplorando con occhio attento le vie del centro è affascinante riscoprire alcune torri sopravvissute nel corso dei secoli; torri mozzate, ormai trasformate in abitazioni, ma che conservano il fascino forte ed antico della pietra. Ma i segreti della Cantù medievale non si trovano solo in superficie: si tramanda il racconto di percorsi sotterranei, vere e proprie vie di collegamento tra l’interno e l’esterno della città murata. A proposito di mura, una sola porta di accesso alla città è rimasta intatta, la cosiddetta “Porta Ferraia”, situata dietro la Cappella della Madonnina (ex battistero di S.Paolo) come a difesa di una storia antica che non vuole essere dimenticata.

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