Date, fatti e misteri custoditi per secoli tra le mura di una chiesetta a Montevecchia, in provincia di Lecco. Avrebbero potuto rimanervi per sempre, ma grazie a Giuseppe Sgobbi, un montevecchino appassionato della storia del suo paese, oggi chiunque può lasciarsi affascinare dall’incredibile patrimonio culturale legato all’oratorio di San Bernardo, incastonato lungo via Alta Collina, tra le terrazze di Montevecchia, «uno spalto altissimo, un balcone che si erge, fuori dalle nebbie, e si affaccia dritto a sud» scriveva Mario Soldati. Qui, «nelle giornate di vento si vede dalla Cisa al Monte Rosa». La costruzione avvenne probabilmente in due tempi: un primo nucleo verso il 1571 e il suo completamento vent’anni dopo. Qualche lapide e niente più possono aiutarci a ricostruire la storia dell’oratorio: una di esse, ancora ben visibile, è datata 20 agosto 1593, anno in cui venne consacrato, mentre un’altra riporta il nome di colui che decise di ampliarla: sacerdote Giovanni Antonio Scaccabarozzi. Purtroppo la chiesetta venne progressivamente abbandonata e solo nel 1997 gli abitanti decisero di rimboccarsi le maniche e di restaurare l’edificio: con l’intervento dell’Accademia di Belle Arti di Brera gli affreschi tornarono a illuminare di colori il presbiterio; entrando oggi si resta con il fiato sospeso ammirando l’incredibile ciclo pittorico cinquecentesco composto da nove affreschi che riportano ognuno la figura di un santo, con fregi simbolici, festoni floreali, finti marmi e finte colonne.

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