Ferite della montagna. Cicatrici naturali di un gigante gentile che si rende ospitale con chi lo rispetta e sa ascoltarlo. I crotti ad Albavilla sono il risultato dell’alleanza tra uomo e montagna: l’acqua ha nel corso dei secoli scavato la roccia calcarea del monte Bollettone, dando origine ad una serie di canali e cunicoli sotterranei dove scorrono fresche acque e correnti d’aria. L’uomo ha costruito i crotti, affascinanti cantine a volta, proprio per sfruttare questi soffi d’aria che garantiscono una temperatura costante attorno ai 10 gradi. Queste condizioni uniche rendono i crotti il luogo ideale per la conservazione di formaggi, carni e vini. “Si vende vino bono e si tiene scola de umanità” recita emblematica una scritta risalente al 1781 nel crotto di S. Giovanni a Chiavenna. Ma il detto vale anche ad Albavilla: il crotto richiama l’antica arte romana dell’ospitalità e della socializzazione; è una location unica, in cui uomini d’affari chiudevano contratti, dove stanchi operai concludevano le faticose giornate e dove i giovani potevano fare festa fino a tarda notte, sfruttando la lontananza dai centri abitati. Occhi di pietra che hanno visto il lato più gioioso e più vero della gente, attraverso una genuinità troppo spesso dimenticata fra le mura cittadine. Ogni anno, nel mese di ottobre, la tradizione rurale e la calda convivialità di un tempo rivivono durante la “Festa dei crotti”, manifestazione che richiama migliaia di visitatori (www.prolocoalbavilla.it).

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