Civate, piccola cittadina ai piedi del monte Cornizzolo, è un borgo che vanta tanti piccoli tesori. Uno di questi è la chiesa di San Calocero che risale al IX secolo ed è dedicata al militare romano martirizzato ad Albenga nel II secolo d. C., le cui spoglie furono portate a Civate dal vescovo di Milano Angilberto II (824-859). La facciata è semplice e disadorna, con sole tre piccole finestre. L’essenzialità dell’esterno è rispecchiata all’interno, nelle tre navate coperte da capriate lignee. La decisione di sostituire il soffitto in legno con volte in muratura ha interrotto il ciclo di affreschi medievali che si dispiegavano sulle pareti: ora in parte sono visibili dalla chiesa, altri solo dal sottotetto. Il ciclo, con scene dell’Antico Testamento (sono probabilmente perduti episodi dedicati al Nuovo Testamento), racconta la redenzione ottenuta attraverso la fede e il battesimo. Il pellegrino che entrava, vedeva raffigurato il suo percorso di fede e si preparava a contemplare la Gerusalemme Celeste affrescata a San Pietro al Monte. San Pietro (con l’oratorio intitolato a san Benedetto e quello che era il monastero di cui rimangono solo rovine) e San Calocero facevano parte in età romanica del complesso dell’abbazia benedettina di Civate: San Calocero era la chiesa monastica vera e propria, come attestano le tracce di un raro chiostro della prima metà dell’XI secolo, mentre San Pietro al monte era un santuario, eretto sulle reliquie degli apostoli Pietro e Paolo.

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