Il monte Cornizzolo è da sempre un punto fermo della Brianza, testimone silente di vita e fatti del territorio circostante. Ma è possibile calcolare da quanto tempo l’uomo risiede in queste zone? Sì. Sull’impervia roccia a strapiombo che si affaccia sul lago d’Annone, sul versante sud orientale del Cornizzolo si trova il “Buco della Sabbia”, la testimonianza più antica della presenza umana in queste zone. Si tratta di una cavità naturale usata già nell’età del rame e cioè tra il 3400 e il 2200 a.C. La grotta arriva a una profondità di 15 metri ed è costituita da ambienti multipli collegati tra loro da stretti cunicoli. I primi archeologi per potersi addentrare nelle viscere della grotta dovettero rimuovere con pazienza gli strati di sabbia che, nel corso dei millenni, si erano depositati e solidificati nella cavità. Tracce di antiche civiltà erano sepolte tra una superficie e l’altra: ossa umane e animali, suppellettili in metallo e ceramica, iscrizioni e corredi funebri. L’analisi delle sedimentazioni ha permesso di datare ognuno di questi reperti e di e di scoprire qualcosa in più sigli usi a cui la grotta è stata destinata nel corso dei tempi: da sala per banchetti e cerimonie a luogo di culto e necropoli. Oggi il Buco della Sabbia è visitabile ma conserva tutto il sapore di un luogo inesplorato e attrae aspiranti speleologi e archeologi. Basta armarsi di torcia e il viaggio nella preistoria può cominciare.

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