Adagiato sulla riva destra del fiume Adda, custodito dalle Prealpi Orobiche, dal Resegone e dalle due Grigne, Imbersago racchiude natura, tranquillità e tradizioni. Furono i celti per primi ad addentrarsi in queste terre, seguiti poi dai romani, ammaliati dalla posizione strategica della zona. Del resto l’Adda fungeva da confine con gli altri territori del milanese, non fu perciò un caso se numerose battaglie si svolsero proprio sulle sue sponde. Il paesino, con le sue viuzze strette accompagna tra antiche case e residenze fortificate di proprietà che garantivano il controllo del fiume. Le glorie del passato rivivono nella piazza centrale dove si erge fiera “la torre”, così chiamata dai cittadini, edificata come struttura di vedetta dai longobardi e usata nel medioevo come difesa e rifugio degli abitanti oltre che cuore della vita pubblica. La fine del medioevo portò con sé le torri e i castelli, ma non nella più tranquilla periferia del borgo, in località Sabbioni, dove la torre Bellavista (nota anche come torre Lamperti, dal nome del proprietario), di probabile edificazione trecentesca, controllava non solo il territorio di Imbersago ma anche Merate e la sponda bergamasca dell’Adda. Seguire il corso del fiume e addentrarsi nei confini più remoti del borgo significa anche ripercorrere un’avventura rilassante dominata dall’aperta campagna, luogo ideale per innumerevoli dimore patrizie. A Mombello, l’immenso giardino all’italiana della villa Pio Falcò Colonna, di origine cinquecentesca, decorato da terrazzamenti, balaustre, statue e fontane ricorda l’amore per la natura, la pace e l’arte che pervadeva la nobiltà di un tempo.

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