Un lungo corridoio di acque verdi solca da nord-ovest a sud-est la pianura lombarda ripercorrendo il tracciato di quello che un tempo era lo storico confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica Veneta. È il fiume Adda. Le sue acque maestose hanno rappresentato una frontiera per secoli, o almeno fino al 1911 quando venne costruito il ponte sull’Adda. La realizzazione di un collegamento tra le due sponde fu avviata in un punto specifico del corso del fiume, dove l’alveo si restringe e l’impeto delle acque si placa. Qui sorge oggi il comune di Brivio il cui nome, non a caso, deriva dalla parola celtica “briva” che significa “ponte”. A nord rispetto all’abitato di Brivio si apre uno scenario inaspettato, completamente diverso dagli altri tratti del letto del fiume: la palude. Questo ambiente unico, arricchito da bellissimi fiori acquatici e da un sottobosco umido e ombroso, ha anche una storia particolare: i terreni della palude erano in passato divisi come se fossero “campi coltivati” tra i pescatori, che ne traevano sostentamento. Oggi la vita e l’economia sono cambiate e la palude è un’oasi da salvaguardare; l’ambiente è bucolico ed è facile intravedere esemplari di cigni reali, martin pescatori, gabbiani e rapaci notturni. Un vero idillio campestre, un luogo lontano da strade e abitazioni, una vera isola felice a due passi dalla frenesia della vita contemporanea.

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