Uno scrigno grigio e maestoso, poggiato sul bordo di uno specchio che ha visto i riflessi della Storia. Si presenta così, con un’architettura imponente ed essenziale, il castello di Brivio, sulle sponde dell’Adda. Osservato dal centro abitato non incute timore e risulta essere perfettamente inserito nel contesto urbano che lo circonda. Si tratta in effetti di una costruzione antica che ha sempre accompagnato le sorti dei cittadini del piccolo comune, mettendosi a loro disposizione in molteplici modi. Nato intorno al X secolo insieme ad altre fortificazioni nella zona, fu immediatamente utilizzato nella difesa contro gli attacchi degli Ungari provenienti dal Nord, vide le lotte intestine fra guelfi e ghibellini e fu una delle strutture difensive che costellavano l’Adda al tempo del conflitto fra la Milano Sforzesca e Venezia. Nel 1630 accolse una fossa comune destinata ai morti per la peste che flagellò Brivio. Agli inizi dell’800 l’intero paese trascorse un periodo di degrado e inciviltà a seguito della caduta del Regno d’Italia. Ma il castello venne sapientemente rinnovato e convertito in filanda. Come per ringraziare una cittadinanza che ebbe il merito di non abbandonarlo, nel 1888 rivelò uno dei suoi antichi tesori: un reliquiario di pochi centimetri, d’oro e d’argento, dal valore artistico inestimabile. Conservato ora al Louvre (solo una copia è rimasta presso il municipio di Brivio), è questo solo uno dei numerosi reperti collezionati e custoditi pazientemente fra le sue massicce braccia nel corso dei secoli.

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