La chiesa parrocchiale dedicata a S. Stefano domina il lago dall’alto di un dosso. In epoca medievale era a capo dell’omonima pieve (documentata dal 985), circoscrizione territoriale civile e religiosa che abbracciava le due sponde dell’Adda e comprendeva l’intero monte Barro. Ciò che rende questo luogo particolarmente degno di interesse sono una serie di ritrovamenti archeologici, che testimoniano come lo scorrere del tempo e il susseguirsi dei popoli abbiano influenzato l’edificio, a tal punto da renderlo protagonista di numerosi studi e di scavi archeologici con l’intento di scoprirne i segreti nascosti nel sottosuolo. Un primo scavo, infatti, ha messo in luce tracce di un’antica villa romana, costruita sulla strada che collegava Como a Bergamo. Doveva trattarsi di una grande costruzione probabilmente su due piani e composta da oltre dieci ambienti, risalente al I secolo a.C. Dai Romani facciamo un salto in avanti fino al V secolo, quando all’imponente villa si sovrappone una cappella cimiteriale, nella quale si sono succedute negli anni numerose sepolture, che hanno restituito pettini, croci in bronzo, collane. Una chiesa, quella di Santo Stefano, situata in un paese molto piccolo e all’apparenza con poco da raccontare, ma che in realtà conserva un passato ricco di storia e di eventi importanti, a testimonianza del fatto che molto spesso si celano dei tesori preziosi anche nei luoghi più impensabili.

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