C’era una volta, e c’è ancora oggi, un piccolo paesino, costruito su un dosso roccioso che domina uno specchio di acqua con il medesimo nome: Garlate. Corti dai nomi curiosi collegate da strette vie costruite tempo fa dagli antichi romani, che cercavano un avamposto sicuro, e da pagani e cristiani, che desideravano trovare un luogo di pace e tranquillità per i propri defunti. Nonostante il lago cristallino che ne modella le sponde, gli abitanti che si sono succeduti a Garlate non amavano la pesca, ma preferivano costruire, con rocce e sassi, terrazze in grado di sostenere il peso di rigogliosi orti e piante da frutto. L’autentico animo campagnolo del borgo non è andato perduto: ancora oggi se si passa li vicino in un week end di metà settembre si possono ascoltare canti folk e musica popolare e assaggiare i sapori della cucina tradizionale; gli abitanti di Garlate, orgogliosi della propria storia, mettono in scena il passato rurale del paese con la vendita di prodotti tipici, i mercati dell’artigianato locale e spettacoli musicali: è “La festa delle Corti”(www.festadellecorti.it). Le piccole vie riprendono vita, abbellite e curate nei minimi dettagli proprio per far risplendere la storia passata. Ma il tutto non si ferma qui. Chi riesce a immergersi nelle vecchie corti può ammirare bellezze di ogni genere: dal museo della seta risalente agli anni ’50, fino ad arrivare al lavatoio, una fontana costruita più di sessant’anni e che ha sempre rappresentato il luogo ritrovo delle donne del paese che non disdegnavano scambiarsi due chiacchierare mentre si lavavano i panni.

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