I bachi da seta sono ghiotti di foglie di gelso, un albero originario della Cina introdotto in Italia nel secolo XV per la produzione del pregiato tessuto. Anche Garlate ha il suo giardino di gelsi. Si trova sulla riva del lago e fa da cornice a una filanda del XVIII secolo che, grazie agli industriali svizzeri Abegg, dal 1953 è sede del Museo della Seta. Donato al comune nel 1976, l’esposizione tramanda la storia dell’industria serica e la vocazione tessile di questo territorio: custodisce macchinari, documenti, campionari e strumenti di lavoro provenienti dalle filande della zona e documenta l’intero processo che porta il bozzolo del baco a diventare a quella fibra naturale brillante, lucente, resistente e morbida che ha conquistato il mondo della moda. L’imponente e spettacolare torcitoio circolare da seta è sicuramente il macchinario più affascinante del percorso: alto 13 metri, in attività già dal XIII secolo ed ancora funzionante, è in grado di torcere contemporaneamente centinaia di fili. Ogni pezzo conservato al museo ha una propria storia da raccontare sul passato, ma c’è anche uno sguardo al futuro: il percorso di visita, infatti, termina con la presentazione delle applicazioni più innovative e recenti della seta nel campo biomedico, cosmetico, e nella produzione di nuovi filati. Per conoscere gli orari di apertura e i prezzi al pubblico visitare il sito: www.museosetagarlate.it.

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