Un piccolo specchio d’acqua, nel cuore della Lombardia, posto a sud di uno dei più celebri laghi italiani. Non tutti conosceranno il lago di Garlate, ma il Manzoni, quasi 200 anni fa, decise di usarlo per l’ambientazione di quel romanzo oggi internazionalmente riconosciuto come un pilastro della letteratura italiana, I Promessi Sposi. Già perché “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi […]” dove il poeta milanese decise di ambientare la storia di Renzo e Lucia, forse pochi lo sanno ma è proprio il lago di Garlate. Le sue sponde ospitano alcuni dei più celebri luoghi manzoniani. E se la collocazione di molti con il passare del tempo è stata avvolta dal mistero, il convento di Fra Cristoforo è stato risparmiato dal mutare del tempo. A Pescarenico, oggi come allora, “un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare […]” fa da cornice all’antico convento, oggi parrocchiale dei SS. Lucia e Materno. Paesaggi da far mancare il fiato hanno ispirato Manzoni un tempo e continuano a emozionare i visitatori che percorrono a piedi le sue sponde, si riposano sulle rive e lasciano la città alla ricerca di pace e di tranquillità. Montagne verdi dalle cime non troppo alte, acque cristalline e increspate dal vento, paesini che spuntano come funghi e che, con un solo sguardo, raccontano la loro storia a chi è capace di osservare non con gli occhi ma con il cuore: questo è ciò che rende il lago di Garlate un posto speciale.

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