A Calolziocorte fino a pochi decenni fa, il suono delle campane non era l’unico a scandire il tempo delle persone. Un grosso martello azionato dalle acque del torrente Gallavesa, sferzava ogni giorno colpi metallici che dalla frazione di Tovo rimbombavano in tutto il paese. Era, anzi è quello del Maglio Offredi. Nato come mulino in età quattrocentesca, macinò grandi quantità di grano finché nel 1875 la famiglia Offredi acquistò il complesso costruendovi un maglio per la fabbricazione di utensili agricoli, come roncole e falci. Un secolo e mezzo dopo, l’antico caseggiato ottocentesco è ormai in stato di semi abbandono. Rimangono il mulino, alcuni macchinari ed ovviamente il maglio stesso. Ciò che più suscita interesse sono il sistema di canalizzazioni pensili e quello di trasmissione della forza motrice idraulica, oggetto di ricerca di alcuni studenti del Politecnico di Lecco e Milano. Il complesso è stato inserito dalla Comunità Montana Valle San Martino nel suo Ecomuseo, e dalla Regione Lombardia tra i siti storici di archeologia industriale. Il maglio è un tratto identitario di questo luogo, come l’acqua che vi scorre: nei ricordi di alcuni Calolziesi risuona ancora l’eco ritmato del suo incessante martellare…

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