Ai margini della suggestiva Valle San Martino, a Calolziocorte, sulla riva sinistra dell’Adda, sorge il Monastero di Santa Maria del Lavello. Nelle sue vicende, come il nome suggerisce, scorre molta acqua. In questa zona strategica, dove un tempo la rapida corrente rallentava la sua corsa, consentendo di guadare da una sponda all’altra, attorno all’anno Mille fu edificato un castello di difesa, nel Trecento distrutto da Bernabò Visconti. A fianco, la chiesetta dedicata a san Simpliciano fu ricostruita e ampliata da alcuni eremiti guidati dalla visione divina di uno di loro di nome Jacopino. Il luogo divenne meta di pellegrinaggi dopo che nel 1480 riemerse un’antica fonte le cui acque guarirono un ragazzo paralizzato. Grazie al miracolo la chiesa venne consacrata a Maria. Ma la moneta scarseggiava, molto più che oggi. Per racimolare qualche soldo venne organizzata nel 1500 una fiera popolare. Il successo fu inaspettato, portando tanto denaro che in breve tempo la costruzione venne allargata. Un doppio miracolo che rese la fiera una grande tradizione. Nei secoli successivi numerose sventure colpirono il monastero. La peste seicentesca, la chiusura nel 1772 per decisione del Senato veneto e i bombardamenti del secondo conflitto mondiale. I restauri, iniziati nel 1948 e conclusi recentemente, hanno riportato in auge colori e affreschi di notevole bellezza. Curioso è stato il ritrovamento della misteriosa casa chiamata “del Priore” e di uno scalone, rimasti nascosti per secoli. Il monastero dal 2002 è punto di partenza della Cloister Route, un itinerario culturale-religioso internazionale che vuole raccontare la storia e l’identità europea recuperando le comuni radici culturali.

LA TUA TESTIMONIANZA »

Le vostre TEstimonianze
Al momento non ci sono Testimonianze.