Percorrendo un breve sentiero, completamente immerso nella natura verdeggiante e rigogliosa del lecchese, si giunge al Santuario di San Girolamo, fondatore dell’ordine dei Chierici Regolari di Somasca: istituito nel 1534 per l’esercizio della carità verso orfani e donne in difficoltà, prende il nome proprio dalla località in cui operava, Somasca. Il primo edificio che si incontra sul percorso è la basilica barocca, con al suo interno numerosi affreschi raffiguranti scene della vita del santo; nella cappella di destra si trovano le reliquie di Girolamo, santificato da papa Pio XI nel 1928. Proseguendo si trova una graziosa chiesetta dedicata alla Madre degli Orfani, luogo in cui morì il santo nel 1537; poco oltre si raggiunge uno spiazzo verdeggiante, dove, attraversato un arco, si imbocca il viale delle cappelle, in cui sono ambientati, nello spirito dei Sacri Monti, episodi significativi della vita di san Girolamo. Al termine di questo percorso, che permette di scoprire la bellezza e il fascino di ciò che san Girolamo ha compiuto, si arriva alla località detta “Valletta”, dove si trovano un’altra chiesetta e la roccia dalla quale, secondo la leggenda, il santo fece scaturire dell’acqua in una calda giornata d’estate. La storia narra anche di un secondo miracolo: la moltiplicazione del pane, che venne poi distribuito agli orfani. Questo santuario è da sempre meta di moltissimi visitatori, siano essi dei fedeli, che vi si recano per pregare il santo e chiedere la grazia, amanti dell’arte o semplici curiosi che si imbattono in esso durante un gita domenicale.

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