Che sia linea immaginaria tracciata su una mappa o caratteristica fisica del territorio, il confine porta con sé un immaginario ricco di fascino. Può essere frontiera che divide due popoli in guerra o una porta da attraversare in entrambi i sensi che regala speranze o paure. La zona dove sorge il piccolo comune di Vercurago e rinasce il fiume Adda appare oggi come una pacifica oasi dai paesaggi variegati: alture rocciose si alternano a campi verdeggianti, il tutto a pochi passi dallo specchio del Lario. Il passato del borgo emerge discreto nelle strette vie cittadine che, tra scalinate e antiche mura, conducono a reperti storici sorprendenti. I boschi incorniciano il centro abitato, situato nell’area in cui il bacino del lago si trasforma nel letto del fiume e la mente di chi osserva può avvolgersi nella dolce corrente che spinge verso sud. L’atmosfera dinamica di questo scenario in evoluzione è testimone dei movimenti avvenuti un tempo. Come accaduto per Renzo nel XVII capitolo de I Promessi Sposi, moltissimi uomini ed eserciti hanno valicato i confini di una regione divisa. Già in epoca longobarda l’Adda costituiva la barriera fra Neustria e Austria e, con la nascita del Ducato di Milano e la Repubblica Veneziana, il fiume divenne una profonda cicatrice sul volto del Nord Italia per ben 400 anni. Oltre agli scontri militari, la divisione politica portò al diffondersi di alcuni fenomeni criminali e dell stesso contrabbando, ormai lontane vicende di una terra da ammirare e scoprire in ogni suo aspetto.

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