Ci sono luoghi che tracciano inevitabilmente il destino di chi li abita. L’area di Somasca, situata nel comune di Vercurago, è ricca di boschi e presenta ampie pianure, ma è l’altura rocciosa che si erge incontrastata a caratterizzare profondamente questa zona. Terra di confine fra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, la posizione strategica del rilievo venne riconosciuta già in epoca carolingia, quando si pensò di porvi un guardiano. Nata probabilmente come torre di segnalazione, la rocca che fu successivamente costruita risultò fedele alleata dei molti sovrani e degli eserciti che lì combatterono. Si rivelò infatti fondamentale al tempo del Barbarossa e, come anticipato, nel lungo conflitto fra i Visconti e la Serenissima. Triste sorte dei reduci in tempi di pace è quella di essere dimenticati o considerati un fastidioso ingombro. Nel 1509 inizia lo smantellamento da parte delle truppe francesi e della popolazione locale, che si serve del corpo del vecchio combattente per ricavarne materiale da costruzione. Ma un finale malinconico e sfumato venne interrotto dall’ultima grande occasione per un’onorevole uscita di scena. Nella guerra fra Napoleone e la Russia, i francesi si rifugiarono proprio dietro queste mura per ripararsi dai colpi di cannone, che le danneggeranno in modo indelebile. Il nome di Castello dell’Innominato, in onore al personaggio manzoniano probabilmente identificabile con Bernardino Visconti, nasconde un passato glorioso, degno d’essere raccontato.

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