“Premana, i signori dei coltelli”, potrebbe essere il titolo del quarto, e inedito, volume del romanzo di Tolkien. Ma non ci troviamo nella “terra di mezzo”. Eppure qualcosa di epico c’è: la tradizione della coltelleria che ha reso questo borgo della Valsassina famoso in tutto il mondo. Tutto ebbe inizio quando gli ingegnosi abitanti di Premana compresero che miniere di ferro, boschi rigogliosi e torrenti carichi di acqua erano la ricchezza del territorio. Sin dal tardo medioevo, infatti, i minatori hanno estratto il metallo, lo hanno colato, forgiato e lavorato per ottenere forbici e coltelli. Poi, con il passare del tempo la bravura degli artigiani premanesi non ha fatto altro che aumentare e oggi le coltellerie della zona spiccano per la qualità delle loro lame. Certo non è tutto ferro quel che luccica. I periodi di crisi non sono mancati. La dura vita di montagna, fatta di inverni rigidi e sacrifici, nel XIX secolo portò molti abili artigiani a emigrare verso Verona, Venezia, Bergamo e Carrara privando il territorio delle mani più sapienti. Ma nel 1869, 15 anni dopo la chiusura dell’ultimo forno per la fusione, uno dei più sapienti maestri coltellieri fece ritorno a casa, rimise in funzione una vecchia ruota ad acqua e ricominciò a produrre le amate lame, le stesse che oggi sono esportate in tutto il mondo. È il miracolo di Premana. La ricerca e l’innovazione tecnologica hanno e continuano a diffondere il Marchio Collettivo di Qualità PREMANA, un simbolo di garanzia dell’origine e della qualità del prodotto.

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